Da tempo porto avanti la mia campagna informativa per la salvaguardia del Tonno rosso non comprando più scatolette di tonno e incoraggiando gli altri a non farlo per salvaguardare la specie. Quando ci si avvicina allo scaffale delle scatolette nei supermercati si nota una quantità enorme di tonno, non capisco come non si pensi da dove provenga e che cosa sia. Come si può non pensare che il tonno è un pesce che non viene allevato e che continuando a comprarlo non si fa altro che estinguere lentamente la specie. Non siamo abituati a pensare alla provenienza dei cibi ma pensiamo soltanto al nostro bisogno di mangiare e soddisfare i nostri desideri presenti, facendo gravi danni all'ambiente che si riperquoteranno su di noi nel futuro.
Molti paesi della Comunità Europea come Francia, Regno Unito, Olanda, Germania, Polonia e Austria hanno aderito alla decisione della Comunità Europea di sostenerer il divieto per il commercio internazionale del tonno rosso del Mediterraneo e del Nord Atlantico
Naturalmente il nostro Paese si oppone a tale decisione dopo che nel 2008, alla riunione della Commissione Internazionale per la Conservazione del Tonno Rosso (ICCAT) tenutasi a Marrakesh, si era battuta per un blocco totale della pesca.
Il prossimo 21 settembre l'Unione Europea dovrà raggiungere una posizione comune in vista della riunione della Parti della CITES (Convenzione Internazionale sul Commercio delle Specie in Pericolo) che si terrà a marzo prossimo a Doha, nel Qatar. Chiunque si oppone a questo divieto ha chiaramente interessi commerciali a breve termine che non tengono in considerazione la sopravvivenza della specie. In coerenza con le posizioni assunte l'anno scorso ci aspettiamo che anche l'Italia appoggi questa
Eliminare dunque il Tonno rosso dalla lista della nostra spesa sarebbe una di quelle decisioni con le quali noi consumatori possiamo influenzare il mercato e i suoi sviluppi.
Tonno morto
Tonno scadente in scatola
NB. La parte migliore del Tonno è destinata al mercato del sushi e alle pescherie mentre la parte rimanente finisce nelle scatolette a volte mischiata ad altre specie di pesci, ad esempio i DELFINI.
Nada Correale
Fonte informazione: Greenpeace
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